Notizie Storiche
Lo sai che alcuni reperti del Neolitico e dell' eta'del Bronzo attestano che l'isola fu abitata fin dalla preistoria? Tali reperti sono conservati a Firenze , presso il museo antropologico, e a Grosseto, presso il museo archeologico della Maremma.
L'isola fu certamente conosciuta
dagli Etruschi, ma dai ritrovamenti
risulterebbe che la loro presenza
sull'isola ebbe carattere saltuario
e accidentale.
In epoca Romana insieme all' Argentario e all' isoletta di Giannutri, appartenne appartenne alla potente famiglia dei Domizi Enobarbi, ai quali si fa risalire
la villa del I secolo d.c.., di cui rimangono alcune tracce presso la Caletta del
Saraceno a Giglio Porto.
Notizie Storiche
Nel poemetto De reditu ( 416 D.C. ), in cui Rutilio Namaziano racconta
il suo viaggio di ritorno da Roma in Gallia, viene fatta menzione di Igilium
( Eminus Igili Silvosa Cacumina miror :"Di lontano vedo le cime selvose
del Giglio" )di cui vengono lodate la bellezza del paesaggio e la generosita'
degli isolani, che avevano offerto ospitalita' ai Romani incalzati dai Goti.
Nel IX secolo Carlo Magno la assegno' in donazione alla ricca abbazia
romana delle Tre Fontane. Successivamente fu ceduta in enfiteusi al ramo
degli Aldobrandeschi di Soana, Quindi ai Pannocchieshi, ai Caetani, agli Orsini.
Il tre Maggio del 1241, nelle sue acque,
L'imperatore Federico II di Svevia con
l'appoggio dei pisani distrusse la flotta Guelfa Genovese, che trasportava i prelati diretti a
Roma per un concilio convocato contro di lui
da Papa Gregorio IX. Lungamente contesa fra
Siena e Pisa, nel 1264 fu finalmente occupata da quest'ultima che la tenne fino al 1406, quando
entro' nel dominio di Firenze. Nel 1448 fu conquistata da Alfonso d'Aragona, che ne
accrebbe la popolazione favorendo
l'immigrazione di famiglie napoletane.Nel 1459 fu acquistata da Papa Pio II,
che ne fece un feudo per i suoi parenti.Esposta alla continua minaccia dei pirati barbareschi, subi' diverse incursioni,la piu' grave delle quali fu quella del 1544,
quando rimase quasi completamente spopolata in seguito ad una razzia guidatadal terribile Khayr Al-Din, detto Barbarossa, che ne deporto' settecento abitanti per
venderli come schiavi a Costantinopoli. Nel 1558 fu ceduta dai duchi di Amalfi a Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I De' Medici, entra a far parte del
Granducato di Toscana, ne segui' le vicende storiche fino all' unita' d'Italia.
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